Ci pensate mai a quanto sia potente la musica?
Senza la musica i film perderebbero parte del loro fascino, fare la doccia sarebbe meno liberatorio, essere messi in attesa al telefono sarebbe più frustrante, camminare per andare al lavoro sarebbe più noioso. Diverse ricerche poi hanno dimostrato che la musica possiede la capacità di alleviare i sintomi della depressione, migliora lo sviluppo del cervello nei bambini, migliora la memoria.

Non dovrebbero quindi sorprenderci i risultati di un’altra ricerca: la musica fa anche dimagrire, o perlomeno ha la capacità di influenzare direttamente le proprie abitudini alimentari e di conseguenza influisce sul peso.

Insomma per perdere i chili di troppo le avete finora provate tutte? Dukan, Atkins, macrobiotica, zona, dissociata, perfino del gruppo sanguigno, senza ottenere risultati soddisfacenti? Il nuovo consiglio è aprire bene le orecchie e ascoltare buona musica. 🙂

L’udito potrebbe sembrare apparentemente il senso meno influente in campo alimentare ma non è così. Secondo uno studio dell’Università di Oxford la musica è un “condimento” che può modificare la percezione del cibo con degli impatti benefici sulla salute. Per esempio, le note acute suonate da un pianoforte sono perfette per sostituire lo zucchero o meglio, per essere più precisi, riescono a farci percepire gli alimenti fino al 10% più dolci .

L’associazione musica-dieta non è affatto nuova. Già nel 1400 Ludovico II, pericolosamente ingrassato, fu costretto a seguire una particolare dieta musicale. Le melodie erano diffuse durante i pasti in modo da distrarre Ludovico dal piatto e rendere in tal modo più efficace il suo dimagrimento.

Attenzione anche al volume con cui ascoltiamo la musica. Il dott. Gueguen dell’Université de Bretagne-Sud ha condotto uno studio prendendo in considerazione due locali, il primo in un’area rurale e l’altro in un ambiente urbano in Francia. Il volume della musica pop normalmente trasmesso era vario. I 120 partecipanti di cui è stato analizzato il comportamento hanno consumato di più quando la musica era trasmessa a 88-91 dB rispetto a quando era trasmessa al suo normale livello di 72-75 dB. Questo porta a pensare che possa esserci un collegamento diretto tra la rumorosità della musica e la fame. Non siamo gli unici a mostrare un comportamento indotto dal rumore. Anche i topi di laboratorio mangiano e bevono di più appena il rumore di sottofondo aumenta. Kupferman, che ha condotto questo studio, afferma che l’incremento di richiesta di cibo può essere spiegato in termini di risposta allo stress. L’idea è che il cibo distrarrebbe gli animali dal nervosismo causato dal rumore trasmesso a 80 dB. Gli ultimi risultati di uno studio di 4 anni del Karolinska Institute in Svezia hanno evidenziato che per ogni 10-dB di aumento nel livello di rumore del traffico stradale, si registrava un aumento di 3 cm del girovita. Ancora più drammaticamente, coloro che erano esposti al rumore degli aerei avevano un girovita, in media, più largo di ben 6 cm.

Quindi, volete perdere peso? Create la giusta atmosfera durante i vostri pasti e prestate molta attenzione alla musica che ascoltate.